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CASO BIELLESE: ASSOLUZIONE PIENA PER CHRISTIAN NEBBIA

COMUNICATO UFFICIALE N. 154/CGF (2012/2013)Si dà atto che la Corte di Giustizia Federale, nella riunione tenutasi in Roma il 24 gennaio 2013, ha adottato le seg

COMUNICATO UFFICIALE N. 154/CGF (2012/2013) Si dà atto che la Corte di Giustizia Federale, nella riunione tenutasi in Roma il 24 gennaio 2013, ha adottato le seguenti decisioni: (…) 15. RICORSO DEL CALC. NEBBIA CHRISTIAN AVVERSO LE SANZIONI DELLA SQUALIFICA PER MESI 1 ED AMMENDA DI € 2.000,00, INFLITTE A SEGUITO DI DEFERIMENTO DEL PROCURATORE FEDERALE PER VIOLAZIONE ART. 94 N.O.I.F. (NOTA N. 267/627PF09-10 – 26PF10-11/AM/MA) – (Delibera della Commissione Disciplinare Nazionale – Com. Uff. n. 49/CDN del 6.12.2012) La C.G.F. in accoglimento del ricorso come sopra proposto dal calciatore Nebbia Christian annulla la delibera impugnata. Dispone restituirsi la tassa reclamo. La notizia e’ di quelle che, sa da un lato porta soddisfazione, dall’altro non puo’ che lasciare un po’ di amaro in bocca per come si e’ giunti, dopo mille passaggi, ad una soluzione per pareva ai piu’ ovvia. Ai piu’ ma non alla Giustizia Sportiva, che ai giocatori coinvolti nell’inchiesta sulle irregolarità finanziarie della Biellese 1902 aveva deciso di comminare sanzioni palesemente sproporzionate, “premiando” chi ammetteva le proprie colpe con il patteggiamento (10 giorni per chi ha percepito compensi inferiori ai 10.000 €, 17 per compensi fra 10.000 e 40.000 €, 27 per chi ha percepito più di 40.000 €) e punendo all’eccesso chi decideva di andare in giudizio, certo della propria innocenza. Tra questi il tesserato biancoazzurro Christian Nebbia che, accusato di aver percepito presunti compensi “in nero” per 5.040,00 euro (nonostante la presentazione di regolari accordi economici stipulati con la Societa’ e mai presi in considerazione), veniva in primo grado condannato ad un mese di squalifica e 2.000,00 euro di ammenda. Oggi la Corte di Giustizia Federale, in appello, ha annullato la condanna di Nebbia, giudicando la squalifica illegittima (peccato che il giocatore l’abbia gia’ scontata saltando le gare con Olmo e Cavour) e togliendogli la pesante ammenda. Il tutto con formula piena e sentenza definitiva, importante ma tardivo riconoscimento dell’assoluta buona fede di un giocatore che si e’ sempre contraddistinto per correttezza, serieta’ e professionalita’ e che, ancora una volta, porta alla luce una preoccupante superficialita’ della giustizia sportiva.