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L’ALBESE COMPIE IL MIRACOLO, SUPERATA L’IMBATTIBILE GIANA ERMINIO

Chi lo avrebbe detto? Dopo l’anemico 1-0 di Tortona, dopo l’umiliante 5-0 di Borgosesia o anche solo dopo la seconda rete di Soragna nel match inter

Chi lo avrebbe detto? Dopo l’anemico 1-0 di Tortona, dopo l’umiliante 5-0 di Borgosesia o anche solo dopo la seconda rete di Soragna nel match interno con il Vado. Ed invece l’Albese è qui, viva, in uno stato di forma tale da concedersi il lusso di imporre il primo stop stagionale all’unica squadra ad oggi imbattuta tra tutte quelle iscritte al campionato di Serie D, quella Giana Erminio da Gorgonzola capace nel giro di 12 mesi di passare dalla vittoria trionfale in Eccellenza (vinta a quota 88!) alla vetta solitaria della Serie D, riaprendo in un sol colpo la corsa alla promozione diretta e togliendosi con un bel colpo di coda dalla zona play out. Aveva chiesto la partita perfetta, in settimana, il mister Giancarlo Rosso, e da buon profeta, facendo eco al presidente Franco Rava, più volte si era lasciato andare ad un convinto “Io ci credo”. E puntuale è arrivata la prestazione perfetta contro una squadra già messa alle corde nel match d’andata conclusosi a reti bianche: in porta Gallino ha ritrovato quella sicurezza che lo aveva reso miglior giovane portiere nella scorsa annata al Derthona, in difesa Roveta, Anderson e Nebbia hanno sfoderato quella solidità che già domenica aveva consentito loro di annientare gli avanti dell’Asti, ripetendosi con clienti ostici come il rientrante Recino e Spiranelli, Picone e Cornero sulle fasce sono stantuffi instancabili mentre il centrocampo è parso quantomai quadrato con Garrone, Gallesio e Incontri a tessere geometrie tanto semplici quanto efficaci. In avanti, squalificato Modini, spazio dal primo minuto al neo acquisto Tavella, a far coppia con Marijanovic, sempre più uomo/simbolo di questa Albese che soffre e vince. Decima rete stagionale per lui (undicesima se si considera quella segnata in Lega Pro con la Virtus Vecomp Verona), ennesima prova decisiva e tanta sostanza prima che un infortunio alla caviglia lo chiamasse fuori dai giochi. Che l’Albese creda nell’impresa lo si capisce già dalle prime battute di gioco, quando i padroni di casa iniziano attaccando con spavalderia la retroguardia della capolista, raccogliendo i frutti di tanta pressione già dopo 15′ quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Marotta strattona Marijanovic al momento di colpire la palla di testa, imitato da Chiappella su Garrone. E’ questo il contrasto rilevato dal direttore di gara, che ammonisce il difensore lombardo concedendo la massima punizione all’Albese dal dischetto si presenta Marijanovic che con freddezza spiazza Sanchez. La reazione della capolista, complice un’Albese momentaneamente in dieci per un infortunio occorso proprio a Marijanovic, porta prima ad una conclusione al volo fuori misura di Rossini su preciso cross di Sosio, quindi ad una punizione dal limite dell’area spedita da Spiranelli a sfiorare l’incrocio dei pali e a perdersi sul fondo. L’ultimo sussulto del primo tempo è però di marca locale, con l’intraprendente Tavella che, in contropiede, dopo aver ubriacato di finte il diretto avversario conclude a rete ma il tiro è debole e facile preda di Sanchez. Nella ripresa, come era facilmente preventivabile,la Giana Erminio parte forte attaccando a testa bassa alla ricerca del pareggio, mentre l’Albese, con un Marijanovic claudicante in campo, fatica a mettere la testa fuori dal guscio. Per sua fortuna Gallino è in buona forma e al 7′ Spiranelli, dopo essersi liberato bene in area, si porta al tiro da posizione defilata ma l’estremo difensore albese si distende e devia in angolo. Al 9′ inizia per sfortuna dei locali il personale show del direttore di gara che, con una serie di fischi inspiegabili, rischia di condizionare pesantemente la gara per i locali. La prima “topica” pesantissima su Garrone, con un giallo sventolato al capitano per un intervento nettamente sul pallone, un cartellino pesantissimo perchè il giocatore, diffidato, salterà il derby con la Pro Dronero. Al 17′ la grande chance per la capolista, capitata sui piedi del solito Spiranelli che, da ottima posizione, conclude a botta sicura centrando in pieno il palo alla destra di Gallino. In questa fase dell’incontro l’Albese si limita a contenere le folate offensive ospiti per poi ripartire in contropiede, senza però Marijanovic che deve lasciare il campo sostituito da Dalpiano, ma al 24′ è ancora la Giana ad avere un’occasione per passare con una sventola dalla lunga distanza di Recino, deviata in tuffo da Gallino. Con il trascorrere dei minuti, però, la pressione ospite va attenuandosi ed ecco allora che al 26′ Gallesio serve bene Delpiano che, in contropiede, si porta al tiro ma Sanchez blocca a terra. Un’azione simile alla mezz’ora quando ancora l’esterno albese di rimessa potrebbe fare male ma la sua conclusione non dispone della giusta potenza terminando docile tra le braccia del portiere lombardo. Al 42′ la seconda svista clamorosa del direttore di gara che, su un fallo a favore dell’Albese, inverte la sanzione affibbiando a Incontri il secondo giallo del match e spedendolo anzitempo negli spogliatoi, per poi concedere all’incontro 6, eccessivi minuti di recupero. Un recupero lunghissimo per i molti tifosi albesi, nel corso del quale non succede però nulla e al triplice fischio finale può finalmente celebrarsi la festa di una squadra finalmente ritrovata. ALBESE: Gallino, Picone, Nebbia, Roveta, Anderson, Incontri, Gallesio, Marijanovic (18’st Delpiano), Garrone, Tavella (8’st Poli, 44’st Boggione). A disp. Baudena, Sese, Gambino, Berardo, Boggione, Credendino, Daziano. All. Rosso GIANA ERMINIO: Sanchez, Sosio (9’st Cavalieri), Solerio, Marotta, Bonalumi, Chiappella (18’st Forbiti), Spiranelli, Biraghi, Recino, Ferrè, Rossini. A disp. Giuliani, Crociati, Torrisi, Fasoli, Bonalisi, Bergamini, Levati. All. Albè Arbitro: Verola di Olbia Reti: 16’pt rig. Marijanovic NOTE: Spettatori 250 circa. Ammoniti Garrone (A), Chiappella, Biraghi, Recino, Ferrè (G). Espulso Incontri (A) al 42’st per doppia ammonizione.

L’esultanza di Marijanovic dopo il gol (Foto Bruno Murialdo – La Stampa)